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Intervista al Birrificio Beba
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Birrificio Beba
Intervista realizzata con Enrico Boiro durante il Salone del Gusto 2004 Microbirreria Beba produce diversi tipi di birra: una Pils chiara (4,8°), una rossa detta Gilda (4,5°), una Scura a bassa fermentazione (4°), la Birra di Natale (doppio malto 8,5°), una chiara doppio malto (8,5°) un'ambrata detta Sandre de Toro (7,5°) e una chiara detta Santa Maria (4,5°). Le birre si possono trovare alla spina in diversi pub e anche in bottiglia. Possono anche essere assaggiate nel locale della Ass. Cult. TRAIN ROBBER'S SYNDICATE, aperto Ven. Sab. Do. dalle 20.00 alle 02.00, e che si trova al medesimo indirizzo della birreria. Risponde Enrico Borio
Se vi siete recati allo scorso Pianeta Birra, che opinione vi siete fatti
dell'evoluzione di questo appuntamento. Secondo il tuo parere, l'evoluzione
che ha raggiunto, va nella direzione di una concreta diffusione della
cultura birraria o si sta sempre più appiattendo verso i grandi colossi
multinazionali? Come è nata in Lei la passione per la birra, il noto germe della birra? Per una serie di fortunate circostanze. Fondamentale è stato vivere nel nord dell'Inghilterra per un anno.
Si è mai pentito di aver aperto un microbirrificio? Assolutamente no. In che modo proponete le vostre birre? Ovvero la distribuite nel vostro locale o la fornite ad altri gestori della zona? Abbiamo il nostro locale attiguo alla produzione e forniamo fusti e bottiglie a gestori e privati. Nel caso in cui lei distribuisse le sue birre in altri locali, vi preoccupate di realizzare dei corsi di formazione per coloro che poi distribuiscono la vostra birra nei locali, ovvero vi preoccupate del mondo col quale la spillano, la conservano, la servono ai tavoli, e quindi temperatura di servizio e gestione dei bicchieri? Assolutamente si. Addirittura ci viene richiesto, dato che solitamente il gestore che sceglie di lavorare con un prodotto artigianale sa che è delicato e va curato per non sciupare le caratteristiche che lo esaltano. Può parlarci di qualche abbinamento gastronomico che proponete nel vostro Brewpub, e soprattutto come nasce un abbinamento gastronomico con le vostre birre? Una parte del nostro menù cambia tutte le settimane. Gli abbinamenti sono vari e spaziano, ad esempio, per la lager chiara dal "classico" wurstel e crauti all'"estremo" trote in carpione. Le ambrate con i formaggi, le scure con i dolci o gli sformati di verdure.
Quale delle sue birre incontra il maggior riscontro del pubblico? La chiara normale è sicuramente il cavallo trainante, perché è la birra "semplice" che bevono tutti. Soddisfazioni anche dalle stagionali. Quale tra le sue birre non riscuote il successo che Lei sperava, e secondo Lei per quale motivo? Nessuna. Si dice che in Italia ci sia un centinaio di microbirrerie e brewpub. Il fenomeno è sicuramente in crescita, ed è probabilmente un segnale di malessere nei confronti dell'appiattimento del gusto di alcune birre industriali. Il trend che si sta assestando è di per sé positivo, ma secondo il suo parere, verso quale crescita (non soltanto economica) si sta giungendo? Il segnale di malessere riguarda tutto il campo alimentare. La gente preferisce consumare prodotti genuini anche spendendo un pò di più.
Quanto importante considera lo studio del bicchiere in cui versare la birra, ovvero la scelta del bicchiere corretto per esaltare le qualità la sua bevanda? Il bicchiere aiuta, ma non è fondamentale. Poi ci sono birre che patiscono più di altre anche il modo di versarle o di spillarle. Ha in mente per il futuro prossimo qualche nuova creazione, o qualche specialità, che vuole anticiparci? Ogni anno proponiamo una ricetta nuova, ed è sempre una sorpresa. Cosa ne pensa del mondo birrario artigianale, ovvero del modo col quale si sta procedendo, le scelte che si sono fatte in passato e se ha delle proposte per rendere i consumatori più consapevoli delle differenze radicali che esistono tra birra industriale e artigianale.
L'associazione UnionBirrai sta facendo un buon lavoro. I gestori dei micro,
quando mossi da vera passione e non dal business, devono curare molto
l'aspetto culturale, organizzando corsi e degustazioni. Il palato dei
consumatori sarà il miglior giudice. |
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