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Intervista al Birrificio Grado Plato

 

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Birrificio Grado Plato

viale Fasano, 36/bis

Chieri (TO)

Tel/Fax. 011 9473236

 www.gradoplato.it

L'intervista è stata realizzata nel mese di Marzo del 2004, nel frattempo potrebbero esserci delle novità al birrificio, basta visitare il sito del produttore sopra indicato.

Risponde Sergio Ormea (mastro birraio e titolare)

Ecco le domande


Se vi siete recati allo scorso Pianeta Birra, che opinione vi siete fatti dell'evoluzione di questo appuntamento. Secondo il tuo parere, l'evoluzione che ha raggiunto, va nella direzione di una concreta diffusione della cultura birraria o si sta sempre più appiattendo verso i grandi colossi multinazionali?

Non sono esattamente un “veterano” di Pianeta Birra in quanto ho partecipato solo all’edizione di quest’anno e a quella del 2002 e di conseguenza non so rispondere con cognizione di causa. A naso direi che lo strapotere delle multinazionali riflette tendenzialmente la suddivisione degli spazi espositivi ed essendo le filosofie di marketing dei grandi colossi generalmente molto diverse  da quelle dei microbirrifici è gioco-forza che il discorso culturale sulla qualità della birra venga relegato un po’ in un cantuccio. L’importante, comunque, è che quel cantuccio esista! Se noi produttori artigianali continuiamo ad offrire prodotti validi e originali, se le nostre associazioni di categoria e quelle amatoriali continuano a fare buona cultura, se tutti quanti ottimizziamo al meglio le possibilità offerte dal villaggio  globale  per ottenere la massima visibilità possibile, quegli spazi di cui si parlava prima, non possono che espandersi.

Come è nata in Lei la passione per la birra, il noto germe della birra?

La passione per la produzione casalinga di birra è una delle conseguenze della mia personalissima lotta all’alienazione, un modo per ricomporre mazzinianamente pensiero e azione o, se vogliamo, teoria e prassi. Scherzi a parte, sono una persona curiosa e con una certa predisposizione per la manualità. Poi per il resto siamo nelle mani del caso ….
 

Sergio Ormea e il tino di ammostamento

Vi siete mai pentiti di aver aperto un microbirrificio?

Ho aperto solo a maggio del 2003. Se devo essere sincero la fatica, le preoccupazioni, i continui contrattempi non consentono praticamente mai  di rilassarsi per poter guardare in maniera distaccata il lungo tragitto  percorso e  godere delle realizzazioni ottenute. In queste condizioni capita a volte di invidiare la routine dell’impiegato che nel weekend si fa la birra in casa….

 
In che modo proponete le vostre birre? Ovvero la distribuite nel vostro locale o la fornite ad altri gestori della zona?

Attualmente le nostre birre sono 3, una lager chiara ed una rossa ad alta fermentazione mentre la terza è a rotazione stagionale (weizen, stout, speciale ..) e vengono servite esclusivamente alla spina all’interno del brewpub.
 

Può parlarci di qualche abbinamento gastronomico che proponete nel vostro Brewpub, e soprattutto come nasce un abbinamento gastronomico con le vostre birre?

La caratteristica culinaria della nostra ristorazione sono le lumache (cucinate in una quindicina di modi diversi), le trippe (in tre modi diversi) oltre a numerosi piatti a base di legumi e  prodotti del territorio. Abbiamo anche diversi piatti a base di birra (tegole alla birra, goulash alla birra, pollo alla birra, varie torte alla birra,ecc). Naturalmente facciamo anche patate fritte e hamburger! Per gli abbinamenti cibo-birra valgono i suggerimenti di carattere generale per cui ad un piatto delicato va abbinata una birra delicata mentre con un piatto fortemente caratterizzato va servita una birra corposa e di personalità. Poi de gustibus…

Le Birre del Grado Plato

Quale delle vostre birre incontra il maggior riscontro del pubblico?

La birra più bevuta è la lager chiara. La più amata ritengo sia la ale ambrata.


Quale tra le vostre birre non riscuote il successo che voi speravate, e secondo voi per quale motivo?

La birra che non riscuote il successo che ritenevo meritasse è la stout. Perché? Boh, in Italia questo stile vende poco…forse se il locale fosse posizionato vicino all’università…chissà!

Si dice che in Italia ci sia un centinaio di microbirrerie e brewpub. Il fenomeno è sicuramente in crescita, ed è probabilmente un segnale di malessere nei confronti dell'appiattimento del gusto di alcune birre industriali. Il trend che si sta assestando è di per sé positivo, ma secondo il suo parere, verso quale crescita (non soltanto economica) si sta giungendo?

Non saprei, si possono fare varie congetture…Ai posteri la sentenza!

Sa che il nostro portale si preoccupa di informare i suoi lettori dei benefici che questa bevanda possiede. E non ci riferiamo solo al basso contenuto calorico, ma anche alle ricerche di settore, che ne segnalerebbe delle virtù molto interessanti. Faccio anche a Voi una domanda a cui teniamo. In Spagna, che attualmente ha un consumo maggiore dell'Italia, è stato creato un Centro di Informazione Birra e Salute. Secondo Voi sarebbe possibile investire in tal senso anche in Italia, ovvero rendendo i consumatori molto più consapevole degli effetti benefici che ha questa bevanda, mettendo in risalto anche l'aspetto del consumo moderato e consapevole?

Va tutto bene a condizione di non spacciare la birra per la nuova pozione miracolosa in grado di far ricrescere i capelli, prevenire il cancro, combattere l’acne giovanile ecc. Sono d’accordo per un’informazione scientifica che ne faccia conoscere  i benefici ma anche i danni dovuti ad un’assunzione sconsiderata.


Quanto importante considerate lo studio del bicchiere in cui versare la birra, ovvero la scelta del bicchiere corretto per esaltare le qualità la sua bevanda?

E’ importante che ogni birra abbia il bicchiere che meglio esalta le sue specifiche caratteristiche (schiuma, colore, aroma, ecc). Anche dal punto di vista dell’immagine ritengo sia preferibile evitare un unico indistinto bicchiere.
 

Avete in mente per il futuro prossimo qualche nuova creazione, o qualche specialità, che vuole anticiparci?

Qualche idea frulla ma bisognerebbe scendere dalla giostra vorticosa della quotidianità per avere il tempo necessario a realizzarle.

Cosa ne pensa del mondo birrario artigianale, ovvero del modo col quale si sta procedendo, le scelte che si sono fatte in passato e se ha delle proposte per rendere i consumatori più consapevoli delle differenze radicali che esistono tra birra industriale e artigianale.

Complessivamente ho un’ottima opinione del mondo della birra artigianale, non foss’altro per la serietà, la competenza e la passione che lo contraddistinguono. L’ideale per rendere i consumatori più consapevoli delle differenze radicali che esistono tra birra artigianale e industriale sarebbe  poter disporre dei mezzi che le multinazionali hanno e noi no. Purtroppo dobbiamo far fuoco con la legna che ci troviamo, e non è molta. Ritengo fondamentale, in termini generali, il discorso sulla qualità e questo a prescindere dalla suddivisione tra birre industriali e artigianali. Sono convinto che il mondo birrario artigianale avrebbe soltanto ritorni vantaggiosi se il consumatore medio fosse consapevole del fatto che non esiste la birra (identificata con la lattina dell’Heineken) ma le birre, che ci sono birre industriali indecenti ma anche eccellenti. Parallelamente il fenomeno dei micro non deve essere una tendenza solo modaiola ma costruita su solide fondamenta qualitative. Il mercato è variegato ma il consumatore è sempre più consapevole ed esigente: tenendo la barra ferma sulla qualità il tempo non potrà che giocare a nostro favore.

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