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Assobirra apre ai microbirrifici e alla birra artigianale

La nostra scheda

AssoBirra annuncia l'ingresso nell'associazione di nove microbirrifici: nove esponenti della nouvelle vague della birra italiana che siederanno allo stesso tavolo dei grandi gruppi birrai.

All'insegna di una sempre maggiore attenzione al gusto e al consumo responsabile della birra a pasto: una strategia che servirà anche a contrastare i segnali di contrazione dei consumi di questi mesi, effetto della crisi economica.

Il 2009 porta nove graditissime new entries in Confindustria: AssoBirra, l'associazione che riunisce gli industriali della birra e del malto, annuncia l'ingresso nell'associazione di Atlas Coelestis, Birradamare, Birra del Borgo, Birrificio Baladin, Birrificio Lodigiano, Birrificio Turbacci, La Petrognola, Maltovivo e Stazione Birra. Un fecondo microcosmo di eccellenza del comparto che va ad aggiungersi ad aziende storiche e grandi gruppi internazionali come Birra Forst, Birra Menabrea, Birra Peroni, Carlsberg Italia, Castello di Udine, HTS 1892 - Theresianer, Heineken Italia, e INBEV Italia, più le aziende maltarie Agroalimetare Sud e Saplo.

Per maggiori informazioni vedi le nostre schede a sinistra.

L'Associazione - spiega Filippo Terzaghi, direttore di AssoBirra – ha a cuore gli interessi di tutti coloro che con passione producono e vendono birra in Italia. Fedeli ad una decisione già assunta in assemblea lo scorso anno, abbiamo creato le condizioni per creare un'unica casa dei produttori della birra. AssoBirra ha così aperto le porte ai microbirrifici, che, pur costituendo una pagina recente nella centenaria storia della birra in Italia, stanno contribuendo in modo importante a promuovere la conoscenza del prodotto e il consumo della birra a pasto.” Ciascuno dei nuovi associati racconta una storia personale fatta di passione per la ricerca,  sperimentazione e impegno nella promozione della cultura della birra a tavola. E fa capire quanto variegato e maturo sia ormai il settore birrario italiano nel Duemila. È il caso del Birrificio Baladin di Piozzo (CN), ai vertici del mondo della birra artigianale italiana per volumi produttivi, attestati ormai su quasi 4.000 hl annui. Il suo creatore Teo Musso è conosciuto in tutto il mondo per le birre di altissima e riconosciuta qualità, decantati perfino dal New York Times, e le iniziative culturali e promozionali in favore di una sempre maggiore cultura di prodotto, non ultima la creazione del primo consorzio di produttori artigianali italiani di birra, CONSOBIR. Punta oltre che sul mercato nazionale anche sull'export, soprattutto verso i mercati USA e Russia, Birra Del Borgo di Borgorose (RI).

Qui il proprietario Leonardo Di Vincenzo produce una vasta gamma di stili e di aromatizzazioni, mettendo in pratica i segreti appresi dai mastri birrai tedeschi e belgi. Birrificio Turbacci di Mentana (RM) è, per anzianità, il primo brewpub del Lazio, nonché terzo microbirrificio italiano. Fondato nel 1995, è famoso per l'etichetta del “gallo nero” e per il gusto ricercato della sua birra rifermentata in bottiglia. La cultura del “bere bene” guida anche Atlatis Coelestis di Roma, che ha sposato in pieno la filosofia della birra nell'alta ristorazione proponendo le sue etichette solo in abbinamento al menu creativo del ristorante annesso al birrificio: un indirizzo fidato per i gourmet della Capitale dove sperimentare anche un'originale birra al cardamomo. Il binomio birra artigianale e eventi musicali è invece l'elemento cardine di Stazione Birra, che dal 1998 affianca all'impianto produttivo della “Birra Gladiatore” uno dei palcoscenici più caldi di Roma. Mentre operano ad Ostia i giovani mastri birrai di  Birramare – BOA (Birrificio Artigianale Ostiense), che hanno recentemente ristrutturato gli impianti produttivi per far fronte alla crescente domanda e conquistare il settore Ho.Re.Ca e la Grande Distribuzione. Dal Lazio alla Toscana, La Petrognola a Petrognola (LU) rappresenta, fin dal nome, una realtà fortemente legata al territorio e ai prodotti tipici regionali: l'azienda si avvale infatti della sua posizione strategica per produrre una birra 100% farro ed un'altra aromatizzata con le castagne della Garfagnana, considerata tra le migliori d'Italia. Inizia nel 2004 la storia di Giovanni Balderacchi e del suo Birrificio Lodigiano di Casalpusterlengo (LO). Rinomate le note di cioccolato che caratterizzano la tanto apprezzata “Via Lattea” e lo stile boemo che dà corpo alla pilsner “704”. E anche il Sud della Penisola può raccontare delle interessanti storie di birra: qualità e varietà degli stili sono anche il leit-motiv di Maltovivo, di Capriglia Irpina, in provincia di Avellino.

L'apertura ai microbirrifici è un ulteriore e importante segnale dell'evoluzione del settore della birra in Italia, dove tutte le realtà, dalla grande industria al microbirrificio, puntano in questi ultimi anni sulle stesse carte, come la sicurezza per il consumatore, le caratteristiche organolettiche e le qualità gustative del prodotto. Non a caso, l'ultima indagine Makno-AssoBirra “Gli italiani e la birra” rivela che la prima motivazione al consumo di birra rimanda ormai per oltre il 50% degli italiani (e pensare che nel 1997 questo indicatore era fermo al 34,8%) al gusto gradevole di questa bevanda, legato ai concetti di bontà, naturalità e sicurezza.

Ma altri segnali evidenziano il “rinascimento gourmet” della birra nel nostro Paese: si moltiplicano feste, degustazioni e eventi a lei dedicati, la Carta delle birre è un must nei ristoranti di tendenza e, negli ultimi due anni, ne è cresciuto il consumo in ristoranti, bar e pizzerie, dove, per la prima volta, si confronta da pari a pari con il vino. E l'ultima novità è la scoperta degli abbinamenti tra le birre e i piatti che, a casa, portiamo in tavola tutti i giorni.

Terzaghi: “per uscire dalla crisi incentiveremo il consumo moderato della birra a pasto”

E, se è vero che oggi la crisi sta colpendo anche questo settore, puntare sul “gusto birra” e sul suo posizionamento a pasto (o a ridosso del pasto) è la ricetta di AssoBirra per rilanciare il mercato. “Dopo il trend positivo degli ultimi anni, con il picco di oltre 31 litri procapite consumati nel 2007, nella seconda metà del 2008 - spiega Filippo Terzaghi - c'è stata una frenata, soprattutto nei consumi fuori casa.  La strategia per uscire dalla crisi ruota attorno allo sviluppo di una sempre maggiore cultura di prodotto e sul consumo della birra a pasto, strettamente correlata ad un approccio di responsabilità, autoregolazione e moderazione. Questo processo è già in atto e l'adesione ad AssoBirra dei microbirrifici – da sempre mossi dalla passione per la sperimentazione e la reinterpretazione all'italiana degli stili birrari – costituisce un ulteriore, importante passo in avanti. E conferma che un riposizionamento 'alto' della bevanda è un obiettivo comune a chi in Italia produce birra.”

Fonte Comunicato Stampa Ufficio stampa AssoBirra

Giugno 2009

Ultimo Aggiornamento: 04/01/2016 11.18

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