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Un'estate a tempo di birra

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(Laura Rainaldi)

Ringraziamo Luca Giaccone per averci inviato la rivista.

 

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freccia.gif (89 byte) Gli antichi Egizi tra pizza e birra

 

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Pagine Gialle della Birra

Un'estate a tempo di birra

"Quando ti bacio sulle labbra dischiuse, sono felice, anche senza birra"

così è scritto su un antichissimo papiro conservato al Museo Egizio di Torino. Queste parole, che parlano di felicità, di baci e di amore, danno anche un'idea di quanto la birra fosse gradita già agli antichi egizi. La birra è stata probabilmente la prima bevanda alcolica inventata dall'uomo soprattutto perché l'orzo, il suo principale ingrediente, cresce a qualunque latitudine, a differenza della vite, tipica invece dei climi più temperati. Alcuni ritengono che la birra sia nata addirittura in Mesopotamia circa seimila anni fa. Il babilonese Codice di Hammurabi prevedeva addirittura la "pena di morte per annegamento" nella birra per chiunque fosse stato sorpreso ad "annacquare" la preziosa bevanda.

In Egitto la birra era sacra ed accompagnava gli uomini durante l'intero arco della vita, persino durante lo svezzamento: ai bambini veniva somministrata una birra a bassissima gradazione alcolica.

Etruschi e romani preferivano il vino, ma non facevano mai mancare la birra ai loro miliziani durante le lunghe campagne militari. Si narra che Agricola, governatore della Britannia, tornò a Roma con alcuni maestri birrai e fondò il primo "pub" romano.

Nel Medioevo fu grazie ai monaci benedettini, cistercensi e francescani che la tradizione della birra si diffuse in tutta Europa: proprio i monaci furono i primi ad aggiungere il luppolo, una comunissima pianta rampicante, per aromatizzare la birra.

Che sia bionda, bruna o rossa poco importa: una bella birra ghiacciata, qui da noi, vuol dire estate, caldo, vacanze, pizza con gli amici. In Italia il consumo di birra è in netta crescita, e gli estimatori di questa bevanda sono sempre più numerosi tanto che in molti, ormai, improntano la loro vacanza alla ricerca di luoghi, in Europa, della magica bevanda. Il Belgio è uno dei Paesi con la più grande tradizione birraia e una quantità tale di tipi di birra da lasciare impressionati. Ma se in Belgio vi aspettate di sorseggiare un boccale di birra in pub chiassosi e fumosi, frequentati da barbuti tatuati e ricoperti di piercing vi sbagliate. In Belgio le birre migliori si trovano in tranquille abbazie dove si fabbrica la birra e, di queste, ben sei, tutte trappiste, si trovano in Belgio: Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle, Westvleteren, Achel.

Tra i più belli il monastero Orval, che secondo la leggenda è stato fondato, intorno all'anno Mille, da Matilda di Canossa, tra le figure più importanti del Medioevo. Qui a Orval è possibile visitare la fabbrica di birra; ma si può anche soggiornare nel monastero in un'atmosfera veramente piacevole e rilassante. Durante la visita verranno svelati i tanti misteri di questa bevanda: << In genere la birra origina dalla fermentazione con lievito di un mosto formato da cereali, maltati o no, insieme a luppolo o altri aromatizzanti>>, spiega infatti con tono scolastico un dinoccolato monaco, fratello Peter, che in perfetto italiano continua: <<I cereali adatti a questo procedimento sono stati elencati nel 1516 dal re germanico Guglielmo IV nella Legge di purezza della birra che imponeva inizialmente l'utilizzo solo del malto d'orzo. In seguito si permise l'aggiunta anche di grano per le cosiddette birre "weisbier">>. Ad Orval si produce birra ad alta fermentazione e il malto che deriva dalla lavorazione dell'orzo è un malto di tipo "pale" (letteralmente "pallido") a cui si aggiunge una piccola porzione di caramello.

L'abbazia di Achel è dedicata a San Benedetto, ma anch'essa è abitata da monaci trappisti. Il monastero è stato fondato nel 1845 e possiede una fabbrica di birra risalente alla prima guerra mondiale: i tedeschi rubarono ai monaci gli enormi contenitori di rame per la birra per farne munizioni e per molti anni Achel non ha potuto produrre la sua famosa birra. Solo recentemente, grazie al lavoro dei monaci stessi, si è tornati alla produzione di una birra trappista molto nota agli intenditori.

Un viaggio in macchina fino all'abbazia di Notre-Dame de Scourmont, nota ai "birrofili" come Chimay, consente non solo di visitare la fabbrica di birra e i giardini del monastero, ma anche gi gustare i loro famosi e tradizionali formaggi di latte vaccino.

Il Belgio è un paese piccolo, ma sono centinaia le minuscole fabbriche di birra, alcune ancora artigianali, dove all'entrata si può vedere l'immagine di Sant'Arnoldo, il protettore dei birrai. Nelle città come Bruxelles, Bruges e Anversa sono tantissimi i caffè, i pub e anche i birrifici dove gustare un bel sorso di bionda e passare qualche piacevole ora. In Gheude Strass 56, a Bruxelles, si trova la piccola birreria-museo Brasserie Cantillon, dove si produce, tra le altre, una birra tanto strana quanto famosa: la "lambic". Questa birra viene prodotta per fermentazione spontanea, vi si aggiunge luppolo invecchiato e i contenitori di fermentazione non sono di rame o acciaio, ma solo delle botti di legno usate per il Porto o lo Cherry. La fabbrica di birra è visitabile, con le sue botti che hanno più di cento anni e le sue ricette che, come recita una locandina, "sono le stesse dal 1900".

(continua a pagina 2, clicca qui)

I Babilonesi

Gli Egiziani

I Monaci Europei

 

Orval:

www.orval.be

0032 61325110

0032 61311060/5595

Achel:

0032 011800769

Chimay:

www.chimay.be

 

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www.cantillon.be  

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